Diventare libero professionista in 3 punti

Il mercato del lavoro è diventato sempre più fluido e dinamico e, ancora di più post-covid, aumentano le richieste di clienti che decidono di mettersi in proprio e aprire la Partita IVA. Ma la P.IVA è l’unica strada? Se sì, quanto mi costa? Ecco una breve guida in 3 punti.

 

1) P.IVA o altro

La prima cosa da decidere è se attivare subito la Partita IVA o meno, la scelta dipende sostanzialmente dalle aspettative di guadagno e dal tipo di attività svolta

Se si tratta di una qualsiasi attività commerciale con stabile organizzazione (negozio, bancherella al mercato, bar o simile) è necessario optare per la Partita Iva; in tutti gli altri casi posso invece iniziare con la formula delle prestazioni occasionali con la ritenuta d’acconto, a patto che nell’anno io non superi i 5.000 euro di ricavi. 

 

2) Tempi e costi

Nel caso di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto i tempi sono immediati, posso iniziare ad operare da subito e al momento dell’incasso dovrò semplicemente emettere la ricevuta con ritenuta d’acconto al 20%.

Se la scelta ricade invece sulla P. IVA, per ottenerla devo fare apposita richiesta all’Agenzia dell’Entrate e, in certe situazioni, anche l’iscrizione alla Camera di Commercio. In entrambi i casi, nel giro di 48 ore tendenzialmente avrò la mia P.IVA e potrò iniziare subito a lavorare.

I costi del servizio gestito da un professionista abilitato possono variare da un minimo di 100 ad un massimo di 500 euro circa, i costi più alti dipendono da eventuali diritti di segreteria CCIAA.

 

3) Gestione previdenziale

La condizione di prestatore d’opera occasionale è pensata per casi in cui il lavoro sia saltuario, liberi professionisti che hanno appena iniziato la libera professione oppure lavoratori dipendenti che occasionalmente prestano servizio anche al di fuori del proprio principale datore di lavoro. In questi casi effettivamente la gestione è molto semplificata e non sono previsti contributi previdenziali da versare. 

Nel caso invece della Partita IVA, bisogna tener conto anche della gestione previdenziale che di solito è INPS a contributi fissi (artigiano o commerciante), ma può essere anche “Gestione separata” oppure “Cassa previdenziale di categoria” (in tutti quei casi di professionisti con albo professionale dedicato es. avvocati, medici, architetti, farmacisti…).

 

Se vuoi saperne di più o vuoi procedere con l’apertura della P.IVA, chiedi una consulenza allo Studio Rico.